Jansen, vincitore di Quiz 80, mi ha chiesto di parlare di un gruppo comico che in qualche modo ha rivoluzionato il modo di fare spettacolo e cabaret negli anni 80: Gli Specchio.
Ecco la loro storia.
Il gruppo formato da Francesco Bettini - Baccello, Paolo Rossi - Barba e Claudio Ciurlante - Acciuga si è formato nel 1986, grazie all'incontro con il regista e talent scout Antonello Falqui che li ha ispirati dando vita alla loro unione.
In realtà i tre avevano già lavorato insieme comparendo in trasmissioni della Fininvest come Ciao Gente e Buona Domenica, condotte da Corrado.
Di fatto però è stato Falqui a lanciarli e sempre lui ne ha determinato lo stile, suggerendo al gruppo, che si è subito contraddistinto per la comicità surreale, di presentarsi in scena con un look ispirato ai cartoni animati ed in particolare ai personaggi di Walt Disney.
Dopo averli sottoposti ad estenuanti prove, Falqui ne ha avvallato il debutto negli show di Rai 2, Un altro varietà e Cinema che follia che hanno fin da subito portato loro un grandissimo successo.
A questo hanno fatto seguito tourneé teatrali come Okkos’è e partecipazioni ad altri programmi televisivi come Ricomincio da Due e Sabato al circo, che hanno definitivamente consacrato Gli Specchio come gruppo comico in ascesa. Per loro è arrivata poi una chiamata dalla Spagna. Il gruppo ha infatti preso parte allo show Tutti i frutti di Telecinco.
Nel 1993 sempre per la Rai hanno messo in scena il programma Caramella, uno show a metà strada tra il cabaret e l'intrattenimento puro che ha vinto anche il premio Umbria Fiction, dando vita ad una piece teatrale altrettanto fortunata.
La lora caratteristica principale oltre ad una comicità surreale era costituita dall'utilizzo del doppiaggio. In parole povere Gli Specchio non recitavano in presa diretta ma si avvalevano delle loro stesse voci, rivedute e corrette a seconda dell'occasione. Un modo per garantire un effetto cartone animato e risate garantite.
Tutto questo era coronato da un unico e grande tormentare: Scusi me lo fa rivedere?, successivo ad un bonaria lite tra i tre con relativa scazzottata.
La ripetizione quasi estenuante di questo sketsch, ha portato però ad un loro improvviso calo di popolarità. Gli Specchio non sapevano rinnovarsi e per questo la tv nazionale si è presto dimenticata di loro. Senza perdersi d'animo, il gruppo ha iniziato a lavorare per reti regionali mettendo in scena il varità Skazzaoke, chiara parodia del Karaoke di Fiorello. Per questo programma hanno vinto il premio Pegaso.
Non contento hanno deciso di debuttare al cinema con un cortometraggio ispirato alle comiche holliwoodiane ann 30, intitolato Fame.
Sempre nello stesso periodo hanno portato in scena lo spettacolo teatrale Scusi me lo fa rivedere che nonostante l'allontamento dalla tv, ha comunque raccolto grandi consensi.
Che fine hanno fatto?
Hanno continuato a lavorare per la tv, diventando produttori di trasmissioni comiche e dedicate ai più piccoli su tv regionali come Teleregione, Rete37, Teletruria, Telegranducato, Tele Idea e Noi Tv.
Al tempo stesso hanno continuato a collaborare con la Rai, seppur in misura minore, partecipando a programmi per ragazzi tra i quali Go Cart, Solletico ed in qualità di autori al più recente Trebisonda.
Dopo aver portato in scena la piece ll Vangelo secondo Baccello, replicata più volte, hanno stretto un'attiva collaborazione con Rai Sat (Glu glu), circuito per il quale ancora oggi lavorano anche individualmente, senza dimenticare la loro attività sulle reti regionali per le quali hanno prodotto lo show Vietato Sfumare.
Un gruppo che ha saputo innovare, proponendo al pubblico un nuovo modo di ridere, poi ripreso recentemente anche da altri comici e che nonostante la pecca della ripetitivà avrebbe meritato di più. Anche perchè, diciamocelo, in tv ci sono comici che non ci hanno fatto nemmeno una volta.
Detto questo, vi lascio ad un loro sketsch che vi permetterà di conoscere meglio questo gruppo che tutto sommato in molti ancora oggi rimpiangono. Ovviamente da guardare con attenzione anche il video che apre il post. Un modo come un altro per sostituire una loro foto, a dir poco introvabile in qualità decente.


