Jansen, vincitore di Quiz 80, mi ha chiesto di occuparmi di un personaggio che nel bene o nel male ha fortemente caratterizzato il nostro decennio di riferimento e non solo: Nino D'Angelo.
La sua storia.
Nato San Pietro a Patierno il 21 giugno 1957, ha sviluppato ed in seguito utilizzato l'amore per il bel canto, anche a causa dei problemi economici dei suoi genitori, andando a cantare ai matrimoni e alle feste di paese.
Ancora giovanissimo ha trovato il successo grazie all'album - a tiratura regionale - A Storia Mia, auto-prodotto con grandissimi sforzi.
L'incontro con Annamaria e la nascita dei suoi figli, gli ha poi dato un ulteriore stimolo a migliorarsi professionalmente e artisticamente.
Nel 1981 è arrivata per lui la grande occasione: il debutto al cinema con il film Celebrità. Visto il grande successo della pellicola l'anno dopo è stata la volta di Nu Jeans e 'na maglietta, tratto dal suo album omonimo, arrivando addirittura a superare Flashdance al botteghino.
Un'apoteosi che ha dato il via alla carriera cinematografica di D'Angelo. Molti sono il film che ha girato in quel periodo. Tra questi ricordiamo Forza campione, Fotoromanzo, Maledetto treno, Na muntagna e poesie, Nu jeans e na maglietta, Popcorn e patatine, Sotto e stelle, T'amo, Un ragazzo una ragazza e Nun crescere cchiù.
Ormai sdoganato anche a livello nazionale, D'Angelo è riuscito a partecipare al Festival di Sanremo con la canzone Vai, che pur essendo stata massacrata dai critici, in breve tempo è diventata una hit amata dal suo pubblico che gli ha permesso di dare il via ad un tournée di respiro internazionale.
Negli anni 90, anche in seguito alla morte dei suoi genitori, D'Angelo è entrato in crisi, è cresciuto. Il famoso caschetto biondo è sparito ed insieme a questo anche i testi commerciali. Tiempo è stato l'album della rinascita che è riuscito nell'ardua impresa di conquistare la critica.
La sua nuova veste gli ha fruttato l'ingaggio nel corto Vita a volo d'angelo, presentato al Festival di Venezia. A questo ha fatto seguito un'esperienza simile ma molto più fortunata. D'Angelo infatti ha scritto la colonna sonora del film Tano da morire che ha vinto poi il David di Donatello. Una grande soddisfazione per lui.
La fine degli anni 90 è stata caratterizzata dal musical Core Pazzo, scritto da lui in tutto e per tutto e di gran successo e dalla partecipazione al Dopofestival insieme a Piero Chiambretti.
Il 1999 è stato invece l'anno della autocelebrazione. D'Angelo ha infatti scritto la biografia L'ignorante intelligente, la storia della sua vita, un piccolo successo editoriale.
Nello stesso anno ha scelto di tornare a Sanremo con la canzone Giacca e cravatta, in coppia con Brunella Selo e vi ha fatto ritorno nel 2002 e nel 2003, ottenendo sempre grandi consensi.
D'Angelo ha portato avanti anche la sua carriera cinematografica in modo piuttosto intenso, non solo partecipando a film come Paparazzi, Tifosi, Vacanze di Natale 2000 ma diventando regista del film Aitanic, chiaro remake alla napoletana del campione d'incassi Titanic. Una perla trash. Per lui era la seconda volta dal momento che, giovanissimo, aveva già diretto e interpretato Giuro che ti amo, altra perla del genere.
La consacrazione dal punto di vista culturale è arrivata invece nel 2006 con la nomina di direttore artistico del Teatro del popolo Trianon Viviani di Napoli. Ed anche dalla sua prima lezione tenuta all'Università, presso la Facoltà di Scienze della Formazione sul tema: La musica come strumento di recupero sociale.
Il 2007 è stato l'anno dell'annuncio del ritiro dalla scene, preceduto dall'uscita dell'album Gioia Nova: la nascita della nipotina e le lusinghiere offerte ricevute dallo showbiz, lo hanno però convinto a desistere.
E così è arrivata la direzione artistica della Festa di Piedigrotta di Napoli, impreziosita dall'intervento di ospiti illustri ma anche l'annuncio dell'uscita un nuovo disco, ancora in preparazione, contentente canzoni di Sergio Bruni, nonchè la partecipazione al concerto in onore dei trent'anni di carriera di Pino Daniele.
Un personaggio davvero sorprendente, partito nel peggiore dei modi ma pronto a mordere la vita, ad arrancare fino ad emergere attraverso il suo colorito estro artistico per certi versi coraggioso, in continua evoluzione ed infine premiato non solo dai napoletani ma proprio da quel grande pubblico che aveva tanto inseguito. L'eccezione che conferma la regola. In una sola parola Nino D'Angelo.
NU JEANS E 'NA MAGLIETTA - NINO D'ANGELO


