Poco tempo fa è caduta la Festa della Donna, che io, oggi come oggi, non ritengo necessario ricordare. Non per cafoneria ma per la semplice ragione, che come spesso accade, viene fatto un uso malsano di questa ricorrenza che in realtà potrebbe essere ed è molto significativa da un punto di vista generale.
Il destino mi è però venuto incontro. Navigando sono riuscito a trovare una mail che una lettrice di Tv Sorrisi e Canzoni ha inviato al direttore, nel quale viene posto in essere un raffronto tra la donna di ieri e di quella di oggi. Un resoconto che forse non può interessare tutte le donne, perchè si riferisce a coloro che hanno vissuto la loro giovinezza negli anni 80 ma che può sicuramente offrire la possibilità di riflettere, anche a noi maschietti, magari in maniera frivola o forse no, su come la donna sia cambiata dagli anni 80 a oggi, non solo professionalmente ma anche nel modo di vivere i propri sentimenti, le emozioni, i propri sogni.
Ed è lasciandovi a queste parole, che voglio fare il mio piccolo omaggio a tutte le donne, tardivo ma non meno significativo. Almeno per come vivo io il concetto di donna e di Festa della Donna.
Ho visto tempo fa a «Le Iene» un’intervista a Nicolas Vaporidis e a Cristiana Capotondi. Mi ha colpito la disinvoltura con il quale Vaporidis si vantava di avere avuto 200 o 300 storie di sesso a soli 26 anni . Sembrava in un certo senso già vecchio, un uomo vissuto o meglio un divo navigato. La Capotondi, invece, sembrava molto più intelligente ma smaliziata e saputella. Così mi sono tornati in mente noi, i ragazzi degli Anni 80. Noi che sognavamo con i fotoromanzi e pensavamo che si potesse rimanere incinta con un bacio. Noi che facevamo l’amore dopo i 20 anni e per amore, non solo per dire di averlo fatto. Noi che tornavamo a mezzanotte, sennò dormivamo fuori. Noi che a 14 anni facevamo già i primi lavoretti anziché studiare fino a 30 anni per poi cosa? Noi che sognavamo di essere come Lorella Cuccarini e non come Maria De Filippi. Noi che non volevamo fare la velina, ma magari la mestra elementare o la dottoressa. Noi che piangevamo ai concerti di Claudio Baglioni e non sapevamo cosa significasse il termine «reality». Noi che si arrivava al massimo a fumare una sigaretta e di nascosto sennò erano guai. Noi che se avessimo visto un viso come quello di Carolina Crescentini l’avremmo portata a San Patrignano, anziché al cinema. Noi che a 41 anni e abbiamo ancora voglia di ridere e di sognare...
Marina

Nuovo appuntamento con Personal Vintage, la rubrica che ci permette di rivivere gli anni 80 attraverso le immagini che mi avete inviato. Vediamo le tre foto di oggi.
FISHING GAME
L'immagine inviata da Mibemolle, raffigura un gioco molto in voga nel nostro decennio di riferimento ed ancora oggi disponibile, in versione riveduta e corretta chiaramente.
ELENA
Elena mi ha inviato questa sua foto, datata 1983, che la ritrae da piccola insieme alla sua prima bicicletta. Un'immagine assolutamente imprescindibile per questa rubrica.
ARMANI
L'immagine, inviata anche in questo caso da Elena, è tratta da uno spot presente in un numero della rivista Ciak datato 1989. Non una semplice pubblicità ma un marchio-icona per gli anni 80 e non solo.
Vi ricordo che se volete inviarmi il vostro materiale potete scrivermi al seguente indirizzo: avanguard@hotmail.it
Torniamo ad occuparci delle immagini che mi avete inviato: il cuore di questa rubrica che proprio attraverso una selezione fotografica si propone di rievocare gli anni 80, grazie a voi. Vediamo le tre foto di oggi.
SUBBUTEO
L'immagine di Mibemolle riporta il seguente commento: Il subbuteo ! special edition coppa del mondo italia- germania 1982 (dentro c'e' la coppina, fantastica!)
FIGURINE
La foto che anche in questo caso è stata inviata da Mibemolle non riporta alcun commento ma come è facile intuire rappresenta una mania che prima o poi, ha colto i bambini di tutte le età: gli album di figurine ed il "disperato" tentativo di completarli.
CIAK

L'immagine che ritrae due copertine del mensile Ciak datate 1989, è stata inviata da Elena. Un modo come un altro per rievocare un pezzo di storia del cinema e di costume di quel periodo.
Continua anche questa settimana l'appuntamento con la rubrica che ci permette di ripercorrere insieme gli eventi più significativi degli anni 80 ma anche i personaggi e la gente comune, gli oggetti e tutto ciò che ha tenuto banco nel nostro decennio di riferimento.
CHERNOBYL

L'immagine, inviata da Sindame, è accompagnata anche da una descrizione che riporto qui di seguito:
Il disastro di Chernobyl, che tanta paura e devastazione generò in quel lontano 1986, paura che portò l'Italia a rifiutare la costruzione di centrali nucleari (capirai se ne trovano appena dopo i confini in Francia e Svizzera....) e a dipendere pesantemente dall'estero per il rifornimento di energia. Le conseguenze di quell'evento si sentono ancora adesso, ad esempio con i bimbi della Bielorussia che passano le vacanze in Italia e chissà per quanti altri decenni pagheremo il prezzo di quell'esplosione. Insomma un evento anni '80 che ha avuto una pesante influenza sugli anni a venire.
Piccola comunicazione per Sindame: non so se ti sia arrivata la mia mail di risposta perchè mi è tornata indietro dicendo che l'indirizzo era stato cancellato.
IL CORRIERE DEI PICCOLI

Foto inviata da Arianna che pur non essendo una commentatrice, si dichiara assidua lettrice di questo blog. Ecco il commento che accompagna l'immagine:
Il Corriere dei Piccoli rappresenta tutta la mia infanzia. Fumetti, giochi, regali e tante preziose informazioni che rendevano la lettura di questo giornaletto uno dei momenti che preferivo in tutta la settimana. Tanti bambini sono cresciuti grazie al Corrierino, peccato che sia scomparso...
GOSSIP

Carmen ha scelto di inviare questa foto che io ho opportunamente censurato in accordo con lei. Ispirata probabilmente dal Quiz 80 Carmen ha scovato una copertina di Novella 2000 che verso la metà degli anni 80 ha fatto molto discutere, contribuendo a dare origine al mito del "Merolone". L'immagine ritrae un giovanissimo Valerio Merola completamente nudo in vacanza con la sua fiamma di allora, Raffaella Zardo. Le origini del gossip, nella sua versione più becera insomma. Un fatto questo, che ha pesantemente influenzato il modo di fare giornalismo rosa negli anni immediatamente successivi. Tanti sono gli uomini di spettacolo che hanno accettato di farsi ritrarre completamente nudi in seguito al successo di questa copertina. Tra questi ricordiamo Luca Barbareschi e Alberto Tomba.

Esiste una meteora che pur non appartenendo al mondo dello spettacolo, ne ha sempre fatto parte. Una meteora che non ha mai ballato, cantato e recitato. Non di carne ed ossa ma di carta. Il suo nome è Cioè. Un giornale, direte voi. No, molto di più. Uno status symbol, un modo di vivere la propria adolescenza, quasi un oggetto di culto, irrinunciabile per ogni ragazzina degli anni 80.
Un fenomeno di costume. Criticato, vituperato e sicuramente detestato da molti genitori dell’epoca ma sopra ogni cosa venerato da chi ne custodiva gelosamente ogni copia.
Cioè ha segnato un epoca, attraverso le sue copertine, le sue rubriche e i suoi stupefacenti gadget. Tutto questo all’insegna di un kitsch inconsapevole ma devastante.
Per un divo a quell’epoca conquistare la copertina di Cioè, significava aver fatto centro. Successo, soldi e ragazzine adoranti l’avrebbero atteso da quel momento in poi senza lasciargli alcuna tregua.
E’ stato così per Simon Le Bon, Nick Kamen, Sandy Marton, Baltimora, I ragazzi della III C prima e per I Ragazzi Italiani e i Take That dopo. Tutti loro, a più riprese, sono stati immortalati nei poster, già quei poster così difficile da staccare che finivano puntualmente per invadere la camera di ogni ragazzina che si rispettasse.
Il giornale nato nel 1979, grazie a tutte le iniziative di cui si è reso protagonista, in brevissimo tempo, ha triplicato la propria tiratura, diventando davvero un must. Perché un buon motivo per comprare Cioè c’era sempre.
Proviamo a “sezionare” il giornale, per vedere che cosa offriva di tanto speciale.
LA COPERTINA
Come abbiamo già detto, Cioè proponeva i Big della settimana, ovvero i personaggi in voga in quel momento, quasi tutti di sesso maschile. C’era di più però. La copertina aveva infatti la particolarità di essere adesiva. Un’idea da un punto di vista commerciale e pubblicitario inattaccabile, perché quelle immagini andavano ad “appiccicarsi” in ogni dove, diario, motorini, armadi, banchi di scuola. Non c’era luogo dove non si potesse trovare un “pezzo” di Cioè.
I SERVIZI
Ad allietare le lettrici di Cioè c’erano decine di articoli che offrivano news sulla moda, sul tempo libero ma anche consigli “preziosi” che riguardavano principalmente l’estetica e la propria personalità. Non mancavano poi, spazi dedicati al make up, all’amicizia ma anche al sesso. Si sprecavano i reportage sull’importanza del primo bacio. Riguardo a questo attraverso Cioè era possibile sapere tutto, racconta di vita vera (o presunta), le emozioni, l’atteggiamento che si sarebbe dovuto adottare in quell’occasione. Un sorta di vademecum per conquistare il ragazzo dei propri sogni. Insomma un tripudio.
I TEST
Erano quasi sempre inerenti all’argomenti della settimana e tendenzialmente riguardava la sfera sentimentali e ipotetiche situazioni in cui chiunque prima o poi si potrebbe trovare. Così dicevano loro almeno. Ce n’erano a centinaia e tutti di gran successo. Naturalmente i risultati, anche in caso di esito negativo, non era mai troppo traumatici. Anche se forse tutto questo visto con gli occhi di un adolescente lo era…
I POSTER
Il pezzo forte del giornale. Anche quei lettori ai quali non interessava un piffero di leggere le chicche di Cioè, lo compravano per riuscire ad avere la gigantografia del proprio personaggio preferito, che veniva proposte in tutte le posizioni. Possibili e non. Anche in questo caso un must. Un cult nel cult. I poster di Cioè si potevano trovare ovunque: a scuola, a casa, nelle palestre e perfino negli uffici.
I GADGET
Tanti erano i regalini che si poteva trovare, comprando il giornale. Tutti assolutamente inutili ma a quell’epoca gratuiti o quasi. Trucchi, borsette, portachiavi. Tutto molto rosa, tutto molto glamour. O almeno così pareva a quei tempi. Non indossare l’ultimo gadget di Cioè era quasi un sacrilegio per ogni ragazzino “giusta”, come si usava dire allora.
LA POSTA
Un momento ad alto contenuto culturale. Tutti potevano scrivere ai redattori di Cioè perché loro a tutto avevano una risposta. Quasi sempre l’argomento era il sesso. Non c’era infatti nessun tipo di tabù. Forse anche perché le domande (vere o fittizie che fossero) erano di un’ingenuità disarmante. In ogni caso attraverso questo servizio ed altri articoli, era possibile scoprire il sesso sia da un punto di vista squisitamente tecnico (orrore!) che emozionale. Anche qui le ragazzine era in delirio ma anche un po’ sconvolte da certe risposte…
E oggi?
Oggi Cioè esiste ancora o sarebbe meglio dire, di nuovo. Per un certo periodo infatti la produzione è stata sospesa ma con l’avvento di certi fenomeni negli anni 90, è tornato e non si è più fermato.
La linea del giornale è sempre la stessa e le differenze rispetto al passato sono poche ma sostanziali. Intanto oggi esiste la versione stardand e la versione economy. La differenza sta nel tipo di gadget che si desidera avere in regalo, acquistando il giornale. Niente più sesso ma tanto gossip. Notizie generali sul mondo dello spettacolo, sui divi del momento e sulla sfera sentimentale. Il tutto molto edulcorato.
I poster e gli adesivi in copertina ci sono ancora. A mancare però sono i divi. Ora impazzano gli allievi di Amici, gli attori di Paso Adelante e gli interpreti delle serie dal taglio più giovane. Per così le teen-soap.
Cioè trasuda ancora di luoghi comuni e probabilmente non è venduto più come un tempo, anche a causa dell’avvento di Internet e di certa carta stampata.
Per questo motivo, così come era, rappresenta la meteora per eccellenza per in quelle pagine ormai ingiallita c’è la storia di un decennio e delle persone che l’anno vissuto. Gli anni 80.