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Nuovo appuntamento con Personal Vintage, la rubrica che come ormai sapete, propone gli anni 80 visti attraverso il materiale che mi avete inviato. Vediamo le tre foto di oggi.
DIARIO

Un vero must degli anni 90, più che degli anni 80 che ha coinvolto non solo studenti ma anche persone già introdotte nel mondo del lavoro, grandi e piccini. L'immagine, inviata da Giò, ritrae una sua vecchia Smemoranda e non riporta alcun commento. Anche perchè il logo parla da solo.
ASTUCCIO

L'immagine inviata anche in questo caso da Giò, ritrae il suo astuccio Fido Dido delle medie che come potete notare riporta le classiche firme dei compagni di scuola. Un marchio che in quegli anni ha sicuramente fatto storia, diventando una sorta di tormentone. Anche in questo caso la foto non riporta alcun commento.
SNORKY

Linda, lettrice silente di questo blog, ha voluto inviarmi una foto scovata su Internet che raffigura gli Snorky. Ecco il suo commento: "Possedevo la classica miniatura in plastica di Superstellino che purtroppo ho smarrito qualche anno dopo. Ho trovato carino inviarti questo foto perchè racconta la mia infanzia, gli Snorky erano il mio cartone preferito! Che nostalgia!"
Paige Daughter, vincitrice di questo Quiz 80, mi ha chiesto di occuparmi di uno dei cartoni animati più amati degli anni 80, che con la sua semplicità ha saputo conquistare molti dei bambini dell'epoca. E non solo.
Stiamo parlando naturalmente di Holly e Benji. Il cartone animato andato in onda in Italia a partire dal 1986, ha avuto fin da subito un successo strepitoso non solo da noi ma anche in altri Paesi del mondo.
Tant'è vero che a tutt'oggi è uno dei pochi cartoni animati ad essere stato suddiviso in ben quattro serie, andate in onda in Italia, purtroppo a distanza di anni l'una dall'altra. L'ultima nel 2004!
La trama.
E' la storia di un ragazzino giapponese Oliver-Holly Hutton (Tsubasa Ozora) il cui obiettivo è vincere il Campionato mondiale di calcio. Figlio di un capitano e di una casalinga, Holly si trasferisce a Nantaksu poco prima di iniziare l'ultimo anno delle elementari. Dopo aver conosciuto Bruce Harper (Ryo Ishizaki), capitano della squadra delle elementari New Team (Nankatsu), decide di sfidare il portiere della rivale Saint Francis (Shutetsu), Benji Price (Genzo Wakabayashi), che gode della fama di essere pressocchè imbattibile, che terminerà per colpa di Holly. Da quel momento in poi Holly dedicherà la sua gioventù al calcio. Lo aiuteranno nel suo percorso, il rivale di sempre Mark Lenders (Kojiro Hyuga) e la sua futura fidanzata Patty (Sanae Nakazawa).
Il cartone animato, tratto dallo spokon Capitan Tsubasa, oltre ad aver ottenuto larghi consensi è stato in qualche modo un fenomeno di costume, soprattutto in Giappone. Secondo una leggenda in circolazione, la nazionale nipponica ha migliorato le proprie prestazioni proprio in seguito alla messa in onda di Holly e Benji che ha portato ad accrescere l'interesse per questo sport in tutto il Paese.
Ed anche molti calciatori italiani, oggi famosi, hanno dichiarato di essersi appassionati al gioco del calcio, seguendo questo cartone animato.
Alla base del grande successo, chiaramente uno smisurato amore per il pallone ma non solo. Anche valori presenti in genere negli anime giapponesi e come sempre in questi casi, decisamente esasperati come: amicizia, cameratismo, lotta leale, devozione, rispetto e spirito di sacrificio. Quest'ultimo aspetto anche a costo della proprio salute, un pò come accadeva in Mimì e la nazionale di pallavolo del resto.
Un cartone animato che dovrebbe, senza dubbio alcuno, essere nuovamente mandato in onda in versione integrale e in maniera continuativa soprattutto in considerazione di ciò che viene trasmesso oggi, decisamente discutibile sia da un punto di vista dei contenuti che strettamente qualitativo.
Detto questo, non posso che lasciarvi a qualche curiosità su Holly e Benji e ad un video evocativo!
QUALCHE CURIOSITA':
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Il cartone animato è andato in onda in Italia con i seguenti titoli: Holly e Benji, due fuoriclasse, Che campioni, Holly e Benji!, Holly e Benji Forever;
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Dal cartone animato sono stati tratti quattro film d'animazione, trasmessi da noi sotto forma di episodi della serie. Ad eccezione dell'ultimo, inedito in Italia;
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Tra i doppiatori della serie, l'attore Giorgio Borghetti che ha prestato la propria voce a Benji Price;
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Gli anime da cui è stata tratta la serie, sono stati pubblicati in Italia a partire dal 1994.
Elena, vincitrice del Quiz 80, mi ha chiesto di occuparmi di un cartone animato che ha segnato un'epoca e che ha sicuramente aperto la strada anche ad un modo di intendere la tv dei ragazzi: Mimì e la nazionale di pallavolo.
Il cartone animato, tratto dallo spokon (ovvero anime incentrato su vicende sportive) Attack Number 1, è uscito in Giappone nel 1969 ed è andato in onda in Italia a partire del 1982 sulle reti Fininvest, ottenendo fin da subito un successo strepitoso.
La trama.
Mimì Ayuhara (nome originale - Kozue Ayuhara) è una studentessa di ginnasio che si appassiona alla pallavolo, sport che l'aveva aiutata a guarire da piccola da alcuni problemi ai polmoni. Dopo essere entrata nella squadra della sua scuola, il Fujimi, riesce a imporsi grazie alle sue straordinarie capacità e viene scelta come capitano. Assieme alla sua amica Midori porta per due volte la sua squadra in finale nel torneo nazionale scolastico. Sempre insieme a Midori, viene scelta per far parte della Squadra Nazionale Juniores, con cui disputa un Campionato Mondiale negli Stati Uniti, nel quale la sua squadra si piazza al secondo posto seguito dall'Unione Sovietica. Tornata in patria, Mimì riprende a giocare con la squadra del Fujimi, questa volta al Liceo, riuscendo a vincere il campionato nazionale per due volte. Scelta quindi per far parte, seppur giovanissima, della nazionale maggiore, Mimì si reca in Bulgaria per disputare il campionato mondiale, nel quale il Giappone, dopo una finale che lo vede nuovamente opposto all'Unione Sovietica, risulta vincitore, e Mimì, finalmente, viene proclamata la miglior giocatrice ovvero l'Attack Number 1, come cita il titolo originale.
Un cartone animato amato da grandi e piccini, perchè appassionante e in un certo qual modo formativo. Mimì infatti racconta di una ragazza disposta a tutto per amore dello sport, mettendo in scena valori come l'amicizia, lo spirito di sacrificio e il coraggio di affrontare situazioni difficili.
Unico lato negativo, le tremende pene corporali alle quali la protagonista si sottopone pur di raggiungere i suoi obiettivi, arrivando tra le altre cose a sanguinare in più di una puntata, a causa delle catene ai polsi con le quali si allena.
Molto diverso insomma dall'altrettanto amato Mila&Shiro Due Cuori Nella Pallavolo, uscito poco dopo e decisamente più ironico e leggero sia nei toni e nelle storie raccontate.
Il successo di quest'ultimo è senz'altro legato a quello di Mimì negli anni 80 è diventato in pochissimo tempo un vero e proprio cult. Ed i motivi sono tanti: uno su tutti l'interprete della sigla, la grande doppiatrice Giorgia Lepore, oggi impegnata nella soap opera CentoVetrine.
Un consenso che nel tempo si è trasformato in nostaglia che ha trovato la sua più grande manifestazione in numerosi fans site dedicati all'anime in molti Paesi del Mondo.
E proprio per ricordare ulteriormente Mimì e la nazonale di Pallavolo vi lascio ad un video evocativo e a qualche curiosità su questa serie molto amata.
QUALCHE CURIOSITA':
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Negli anni 80 è andata in onda anche la serie Mimì e le ragazze di pallavolo (Ashita e Attack). Una serie omonima ma per nulla collegata a questa.
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Nella successiva e altrettanto fortunata serie Mila & Shiro, due cuori nella pallavolo (Attacker Yu!), la protagonista diceva di essere cugina di Mimì. In realtà le due serie non erano minimamente collegate. Questo tipo di scelta riguarda l'adattamento italiano: gli addetti ai lavori hanno preferito creare una sorta di legame tra i due cartoni, nel tentativo di bissare il successo ottenuto con Mimì.
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Il cartone animato in Italia è andato in onda con tre titoli diversi: Qualla magnifica dozzina, La fantastica Mimì e per l'appunto Mimì e la nazionale di pallavolo.
Capitano Sal, vincitore dell'ultimo Quiz 80 del 2007, mi ha chiesto di occuparmi di un argomento caro a tutti coloro che hanno vissuto la loro infanzia negli anni 80 e non solo: gli Snorky.
Gli Snorky hanno visto la luce in Belgio, nel 1974 sotto forma di fumetto. Solo in un secondo tempo e più precisamente nel 1985 Hanna&Barbera ne hanno acquistato i diritti, dando così vita al cartone animato che noi abbiamo imparato a conoscere a partire dal 1986.
La trama.
Gli Snorky sono piccoli essere colorati e chiassosi che vivono in fondo al mare grazie ad un tubo sulla testa chiamato snorkel. Vivono nella comunità di Snorkland, angolo ultramoderno e affollato del fondale marino guidato dal Grande Glu-Glu (Governatore Wenthwort). Dalle sue losche manovre, che cerca di mettere in atto grazie all'aiuto del figlio Ciuffino (Junior), gli altri Snorky tentano di difendersi in continuazione. Tra questi spiccano Superstellino (Allstar), Bollicina (Casey), Frizzina (Daphney), Lucetto (Jo-jo), Ricciolo (Tooter), Cucciolo (Occy) e Tentacolino (Mr Seaworthy). A fare da comprimari anche il Dottore, Ziffino e lo zio Galileone (Uncle Gallio).
Un cartone animato, all'inizio di grande successo in America, che ha trovato la fine a causa dei rivali degli Snorky per antonomasia: I Puffi. Dopo il grande seguito delle prime due stagioni, si è verificato un crollo dei dati d'ascolto che ha portato alla chiusura del cartone alla fine della quarta. I Puffi hanno stravinto, decretando la fine televisiva dei piccoli esseri marini ma non quella commerciale.
Gli Snorky infatti, ancora di più dopo la loro chiusura, sono diventati un vero e proprio fenomeno commerciale non solo in America ma anche in Italia: videocassette, t-shirt, figurine e pupazzetti in miniatura hanno prodotto un fatturato insperato, procrastinando il successo della serie al di là della messa in onda.
In particolare i piccoli pupazzi degli Snorky, oltre a diventare oggetto di merchandising, sono presto diventati anche accessorio d'abbigliamento per i più piccini e gli adolescenti. Una delle mode di quel periodo era infatti proprio quella di appendere le piccole riproduzioni alla borsetta nel caso delle ragazze e al collo o alla cartella nel caso dei maschietti.
A contribuire al successo del cartone animato, che purtroppo in chiaro non è stato più trasmesso, anche la sigla italiana, cantata dall'immancabile Cristina D'Avena, la prima, Arrivano gli Snorky così come la seconda Noi Snorky Incontrerai.
Ed è proprio alla sigla di questo cartone animato sia nella versione italiana che americana, a dire il vero ancora più accativante ed in realtà molto differente da I Puffi sia nello spirito che nella realizzazione, che voglio lasciarvi. Un modo come un altro per ricordare Gli Snorky: uno dei cartoni animati più bistrattati dalla tv!
Avanguard ha postato
giovedì, 03 gennaio 2008 alle 14:26
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