Torna dopo qualche tempo Un Tuffo Negli Anni 80, la rubrica che tenta di riportare alla luce gli oggetti e tutto ciò che andava di moda in quel decennio. Vediamo quindi i tre "cimeli" di oggi.
IL CHIODO
Diventato oggetto di culto negli anni 50, grazie al film Gioventù Bruciata è stato poi riproposto quasi trent'anni dopo, in un periodo in cui la società era pronta ad attingere a piene mani da certi deliri collettivi. Il chiodo è così tornato ad essere simbolo di ribellione ma in quel caso in salsa rock e forzatamente trasgressiva. Con una differenza costituita principalmente da un tripudio di borchie e pesanti catene assenti in precedenza. Un cambiamento sempre dovuto a ciò che all'epoca il chiodo andava a rappresentare. Grazie a queste particolarità, che l'hanno reso uno dei capi d'abbigliamento più kitsch del nostro decennio di riferimento, negli anni 90 il chiodo è andato in completo disuso, per tornare in auge nel 2006, grazie ad un sostanziale restyling apportato da alcuni stilisti. E così il chiodo oggi, come tanti altri oggetti che un tempo raccontavano anche una storia, rappresenta solo una griffe o più semplicemente un gusto personale. Nulla di più.
MON CICCI'
Il primo Monciccì è stato prodotto in Giappone nei primi anni 70, sotto forma di peluche. Nato da un'idea di un etologo giapponese desideroso di inventare un nuovo gioco per i propri figli, in breve tempo il Monciccì è stato commercializzato ottenendo un successo strepitoso. Già agli inizi degli anni 80, da questo gioco diventato in molti Paesi del mondo imprescindibile è stata tratta una serie di cartoni animati che noi abbiamo visto su Italia 1 a partire dal 1985. Forti del successo ottenuto, sempre nello stesso periodo, i giapponesi hanno lanciato il Monciccì sotto forma di accessorio. Più piccolo e disponibile in svariati colori, poteva adattarsi a qualsiasi look. Ed anche in Italia per qualche tempo, questa moda ha preso piede. Si potevano vedere Monciccì attaccati a zaini, borsette, salopettes e così via. Il fenomeno però si è sgonfiato in breve tempo ed il Monciccì come altri giochi degli anni 80 è stato riposto in soffitta anche da un punto di vista commerciale. Almeno qui in Italia. Perchè in altri Paesi è un gadget ancora molto venduto. In Giappone ad esempio esiste un museo che ne espone i migliori esemplari.
CASIO
La società nata in Giappone nel 1946 con il nome di Kashio Keisanki Kabushikigaisha, ha raggiunto presto la fama internazionale, grazie al lancio della prima calcolatrice completamente elettronica. A questo hanno fatto seguito apparecchiature audio, macchine fotografiche ma soprattutto orologi. Come abbiamo già visto nel corso di Personal Vintage, gli orologi della Casio negli anni 80 sono diventati un must. In commercio si potevano trovare modelli di svariato colore con le più curiose funzionalità. La loro particolarità era comunque costituita dal cinturino in gomma. L'avvento di orologi esteticamente in linea con l'avanzare dei tempi e dei gusti, ha messo in secondo piano questo particolare accessorio che però sta per tornare alla ribalta. La Casio ha infatti deciso di ricommercializzare il suo prodotto più celebre che dovrebbe uscire sul mercato nel gennaio del 2008. Un marchio che ha caratterizzato come pochi altri gli anni 80 e che grazie alla sua diffusione, non ha mai veramente abbandonato le nostre case. Anche perchè oggi la Casio produce fotocamere, telefonini e tutto ciò che di tecnologico è possibile trovare in commercio, attraverso il proprio marchio ma anche in partnership con varie società.
Detto questo, vi lascio al video della sigla del cartone animato Mon Cicci.








La foto inviata da Danila, lettrice assidua di questo blog, ci mostra Robertina la bambina, ospite fissa della trasmissione 
